TORREGGIANI GIUSEPPE
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di reggio emilia il 20 febb
1998 |
Per fare trading (commercio) di successo in
borsa ognuno dovrebbe imparare tutto quel che può circa lo stock market e sul
modo di operare sul mercato per ottenere il massimo risultato possibile.
Dovrebbe imparare a rischiare il meno possibile cercando di ottenere il massimo profitto. Più un uomo studia ed
impara, più grande sarà il suo successo. Noi citiamo proverbi:
1.
“L’uomo
saggio ascolterà e imparando
crescerà”;
2.
“Il discernimento ti preserverà; capire ti proteggerà”;
3.
“Istruisci
un uomo saggio ed egli diventerà più saggio. Insegna
ad un giusto ed egli aumenterà le sue conoscenze”.
Il libro “Books of the
Lambs” (“Il libro degli agnelli”)
afferma che la paura del mercato è l’inizio della sua conoscenza.
COSA
E’ “Puts & Calls on
Stocks”?
Puts e Calls sono assicurazioni che forniscono protezione al
tuo profitto e ti
permettono di operare in borsa con rischio limitato. CALL è un contratto fra te
e il venditore col quale lui si impegna a venderti uno
stock ad un prezzo fissato e a consegnartelo entro 30 giorni. Tu hai un’opzione in ragione della quale puoi chiamare per la consegna
in qualsiasi momento nell’arco dei 30 giorni. La tua perdita è limitata
al prezzo che paghi come premio, che è lo stesso che comprare con una CALL
(chiamata). Per esempio:
Supponiamo che un uomo debba vendere una casa e si accordi
con te per vendertela a 5,000 dollari e per consegnartela a quel prezzo 60
giorni più tardi. Tu gli dai 100 dollari per fermare l’accordo (puoi poi
saldare o perdere la caparra se cambi idea…). Se dopo 30 o 60 giorni sei
in grado di rivendere la casa a più di 5,000 dollari (con un profitto di 500 o
1,000 dollari) allora eserciti la tua opzione (diritto
di prelazione):
compri la casa per i 5,000 dollari prefissati e la rivendi. Ma
se allo scadere dei 60 giorni tu non hai trovato modo di profittare della
prelazione, e non vuoi comprarla, rinunciando avrai perso solo 100 dollari.
Stesso caso applicato ad uno scambio in borsa, con Calls: se
compri un Call quando Chrysler vende azioni a 105,
buone per 30 giorni a 110, paghi 142,50 dollari, che include le tasse federali.
Supponiamo che prima della fine dei 30 giorni Chrysler salga a 115, avresti un profitto di 5oo dollari… Puoi vendere tutte
le Chrysler a 115 dovendole pagare solo 110! Ma se le Chrysler vengono vendute a 115 dopo soli dieci giorni che le hai
“comprate” (cioè dopo dieci giorni che hai sottoscritto il
contratto calls), e tu hai motivo di credere che il trend positivo continuerà,
allora aspetterai: solo poco prima dello scadere dei 30 giorni, potresti
trovarti a vendere a 120 dollari (con un
guadagno di 1,000 dollari). D’altra parte, se dopo che le hai fermate a
110 dollari vedi che non c’è profitto (magari stanno sempre a 110 o a
meno…) tu non concludi il contratto perdendo
solo quel che hai pagato per il Call (caparra…).
PUT è un’opzione o un accordo
con una controparte dalla quale tu “compri” la possibilità di
consegnare lo stock ad un prezzo fissato entro 30 giorni, dopo che hai comprato
il PUT.
Un PUT ti costa 137,50 dollari per 100 shares (quote).
Esempio:
Chrysler sta vendendo a, diciamo, 105 e tu credi che scenderà ancora,
compri un PUT a 30 giorni a 100 dollari per il quale
paghi 137.50 dollari. Questo vuol dire che quando
Chrysler andrà sotto i 100 tu sarai nella condizione di essere
“short” (quasi) 100 quote a
quel prezzo, perché la controparte dalla quale comprasti deve prendere da te
100 quote a quel prezzo ogni volta che gli dai le azioni entro i detti 30
giorni.
Diciamo che Chrysler va a 95. Tu puoi comprare 100 quote quando
va a 95 ed aspettare la fine dei 30 giorni. Nel frattempo se Chrysler va a 105,
dandoti 10 punti di profitto, tu potresti venderle! Quindi se alla fine del
periodo quando l’opzione si estinguerà, se
Chrysler vale sopra i 100, tu avrai tratto profitto dallo stock che hai
comprato contro il PUT e semplicemente lascerai spirare l’opzione senza
consegnare. Ma, se non tratti (le azioni non scendono particolarmente….)/
speculi e il prezzo scende, diciamo a 90 alla fine del
periodo, allora tu comprerai 100 quote (ad un prezzo inferiore!!) consegnandolo
alla controparte (con un bel profitto di 1,000 dollari).
PUTS e CALLS sono perfettamente sicuri, perché ogni Put e
ogni Call venduti da un affidabile broker che tratti Put e Call (cioè da un mediatore che faccia queste operazioni), avrà
l’avallo di un membro della borsa di New York il quale è totalmente
affidabile e ti consegnerà quanto tu avrai contrattato e opzionato.
Inoltre, per precisare ulteriormente, quando compri un Call in borsa tu sei sul mercato proprio come se avessi comprato,
solo che il tuo rischio è limitato. Ancora, se compri un PUT su uno stock, vuol
dire che sei corto sul prezzo al quale lo hai
comprato, ma non devi alzare alcun margine o sopportare perdite, ad eccezione
del prezzo del Put. Dunque se scende sotto il prezzo al quale tu hai comprato il Put,
tu fai soldi proprio come se avessi fatto una speculazione a breve.
Quando
compri nello stesso stock sia Puts che Calls il
contratto si chiama SPREAD (estensione). Esempio:
Chrysler sta vendendo le sue azioni a 100 e tu sei in dubbio
se salirà o scenderà, ma vuoi approfittare di ogni
possibile movimento quando avverrà. Così comperi un
Put a 96 e un Call a 104. Diciamo che il mercato
scende…scende a 95…esita e poi pare scendere nuovamente. Allora compri 100 quote di
Chrysler, sapendo che se continuasse a scendere non potresti perdere
poiché hai un Put a 96. Poi il mercato inizia a
salire…continua e, prima dei 30 giorni, Chrysler arriva a 110.
Così avresti 6 punti di profitto (hai comprato a 104). Hai ancor alo stock (comprato a 96). Ora: puoi vendere 200 quote e “call for”
(cioè opzionare un Call) 100 di quelle a
104, il che ti darà un profitto sul Call e il tuo Put si estinguerà costandoti
le spese contrattuali, senza che tu ti sia poi esposto in modo rischioso.
Gli “Spreads” spesso possono essere comprati molto
“vicino” al mercato quando stai comprando
un Put e Call dallo stesso uomo. Su alcuni stock puoi
comprare Spreads pagando un premium addizionale. Come regola, comprare
contratti Spread non è molto redditizio ad eccezione che per stock molto attivi
sul mercato, i quali hanno fluttuazioni molto vaste durante i 30 giorni,
dandoti la
possibilità di operare sia in Put&Call durante il mese. Come minimo,
comprando uno Spread, se lo stock varia di 10 o 15 punti o più in entrambe le
direzioni, sei comunque sicuro di far soldi. Tuttavia,
non è sempre raccomandabile spendere tanto quanto costa uno Spread a meno che il mercato non appaia davvero molto attivo e tu
stia trattando stocks di alto prezzo.
George W. Butler &Co., brockers di
contratti Put&Call, danno questa definizione: “Un Put è un contratto
negoziabile col quale il contraente può mettere sul mercato una certa sicurezza
ad un prezzo specifico “on/or before” (ad una certa data o prima…)
una certa data. Un Call è l’opposto. Uno Spread è un Put+un Call. Il Premium è la somma pagata per un Put, per un Call o per uno
Spread. Il Maker è colui il quale vende Puts, Calls o
Spreads. L’Endorser è una ditta della borsa di NewYork che garantisce un contratto-
Put, -Call o –Stock avallandolo come si fa con
un assegno. Dal punto di vista assicurativo questa prerogativa è considerata di
gran valore.
Puts&Calls vengono venduti da
traders (operatori del commercio) e grossi operatori che ne fanno un business
fuori e dentro il mercato vendendo Puts
o Calls sugli stocks che hanno comprato e/o venduto; ma Puts e Calls sono
sempre avallati da membri della N.Y Stock Exchange (borsa di New York).
Normalmente P&C vengono venduti parecchi punti
fuori del prezzo di borsa: un Call ti costa 142.50 dollari e la lontananza dal
prezzo di mercato dipende dall’attività dello stock (della merce) e dalle
condizioni di mercato. Un Put funziona al contrario: tanti punti lontano dal
prezzo cui il mercato vende quello stock quel tal
giorno, dipendono dal prezzo dello stock e dall’attività del mercato.
Tuttavia, spesso traders che trattano di P&C, li vendono al prezzo di
mercato in cambio di un premium addizionale (cioè ti
costerà di più…). Per esempio:
Douglas Aircraft potrebbe essere quotata 56, ma pagando un premium di 300 dollari al venditore tu potresti comprare un
Call o un Put Su Douglas per i soliti 30 giorni a 56, così quando scende o sale
di tre punti dal prezzo al quale hai comprato il Call o il Put, tu avrai
indietro i soldi spesi in più e, se salisse o scendesse per più di tre punti
avresti un profitto netto sul prezzo pagato per il privilegio (di avere la
quotazione pari a quella del mercato nel giorno di contrattazione).
Di regola io suggerisco di comprare Puts o Calls con rischio
limitato al prezzo di 142,50 dollari per 100 quote per ogni Call o 137,50
dollari per 100 quote per un Put, comprando a quotazioni leggermente
diverse da quelle del mercato.
Qualcuno potrebbe porre questa domanda…
Ma se c’è la possibilità di avere larghi profitti a
basso rischio comprando Puts&Calls perché speculatori sani di mente non se
li tengono per se?!
Spesso un commerciante fuori dal
mercato desidera comprare partite di merci se il loro valore scende di 4 o 5
punti, così ti venderà un Put sullo stock 3 o 4 punti fuori della quotazione
attuale e tu gli pagherai il premium di 137,50 dollari; poi se lo stock cala al
livello al quale lui desidera comprare, tu gli consegni lo stock. D’altro
canto, spesso questi grossi traders (commercianti) hanno accumulato una gran
quantità di merce dalla quale già hanno tratto profitto e pensano di vendere, una parte o tutto,
con un Call 5 o 10 punti sopra la quotazione attuale, così che se il mercato
avanzasse di qualche punto (5, 10 o più) ne trarrebbero ulteriore vantaggio.
Un’altra ragione per la quale desiderano vendere è per avere liquidità:
tanto un Put o un Call li protegge dal punto di vista del rischio tanto quanto
protegge te. Supponiamo ti vendano un Put: il mercato inizia a scendere
velocemente e pare scenderà ancora… laddove tu avrai un profitto, loro
avranno venduto a breve, cioè a breve avranno
realizzato il loro margine di guadagno e avranno liquidità.
E’ un business perfettamente legittimo un po’
come i business di natura assicurativa, conveniente sia chi vende sia a chi
compra.
Di norma puoi comprare
Puts&Calls che valgono/durano 7 giorni, due settimane, 30 giorni e, talvolta anche a 60 o 90 giorni. Però la maggior
parte di quanti trattano abitualmente il business di
vendere Puts&Calls non trattano quelli che durano più di 30 giorni.
Tuttavia, tu puoi sempre chiedere al tuo broker o alla controparte di
informarsi su cosa si possa comprare con
Puts&Calls a 30, 60 o 90 giorni; se quanto ti viene prospettato ti
interessa puoi scegliere di trattare.
Il mio consiglio è:
farai più soldi
comprando Puts&Calls a 30 giorni, perché a 7 o a 14, a meno che il mercato
non sia proprio molto attivo, rischi di doverti accontentare di un profitto
minore. Tuttavia, quando compri P&C a 7 o a 14 giorni,
paghi un premium inferiore che per quelli a 30 giorni. Il premium per un P&C a 7 giorni è di 62,50 dollari; per
due settimane è di 87,50 dollari.
Se vivi fuori New York, puoi dare ordine
ad un broker locale, il quale comprerà per tuo conto P&C avallati da una
ditta della borsa di New York. Poi, quando vorrai potrai dare
ordine di vendere/comprare e il broker si occuperà per te
dell’affare. Tratta sempre con broker iscritti
all’albo o membri della borsa di New York!
L’unità base di commercio per Puts&Calls sono
100 quote, ma potrai sempre comprare lotti aggiuntivi o mezze unità (50 quote)
di Puts&Calls. Diffida di broker che non siano
iscritti all’albo, che non siano membri dell’associazione dei
brokers e dealers in P&C, se ti offrono P&C non avallati da una ditta
della borsa. Ci saranno sempre brokers esterni che tenteranno di venderti
P&C molto vantaggiosi….con scarti di 10 o anche 25 punti dalla
quotazione di mercato: ma non ti offrono garanzie!
Ci sono molti broker a New York che trattano
P&C: comprano e vendono su commissione ed hanno l’avallo della borsa
di New York. Puoi trattare con loro direttamente o tramite un tuo broker. I nostri sottoscrittori ci chiedono spesso di
raccomandare loro un broker affidabile. Noi abbiamo
fatto affari con George W. Butler & Co., 20 Broad
Street, New York City, negli ultimi 25
anni. Sappiamo che sono onesti e coscienziosi e vi forniranno servizi
affidabili e sempre avallati dalla borsa di N.Y. La George W. Butler & Co.
è stata fondata 40 anni fa ed è una associata del Put
& Call Brokers & Dealers Association, Inc. Se desideri mandare ordini
di acquisto per Puts&Calls puoi (…)
(MANCA PAG. 6!!!)
(Vado con la 7…)
(…) suo rischio è sempre limitato. Un altro vantaggio è che salva i
pagamenti di interessi. Se compri un Call e il mercato
si muove a tuo favore, per 30 giorni non devi pagare alcun interesse finché tu
non chiami (CALL FOR) perché lo stock venga consegnato
al tuo conto.
La Security Exchange Commission ha deliberato che venga richiesto un 55% di anticipo per
comprare stocks, dunque è un gran vantaggio comprare Puts&Calls. Per
esempio:
Se vuoi comprare 100 quote di uno stock che vende a 100 dollari per
quota, dovresti anticipare 5,500 dollari per comprarlo; ma
invece di anticipare tanti soldi puoi comprare un Call su quello stock,
per esempio della durata di 30 giorni
aspettandoti un movimento in su di 5 punti, il quale ti costerà 142,50
dollari. Se lo stock sale durante i 30 giorni fino a darti 1,000 dollari di profitto tu avrai riavuto il prezzo del premium. Invece se
compri anticipando il 55% (5,500 dollari) un profitto di 1,000 dollari ti farà ritornare il 20% del capitale netto ( ma
potrebbe anche essere crollata la borsa e tu saresti lì a domandarti se vendere
o aspettare magari rischiando tutto il capitale).
Un altro vantaggio di comprare P&C è quello di
proteggere lo stock che hai già comprato o che ti
scarseggia. Quando i mercati sono molto
“selvaggi” e attivi ed eventi inattesi accadono, gli stocks spesso
perdono o acquistano rapidamente: è già successo in passato e ancora succederà
in futuro…in questi casi tu vorresti essere protetto contro le perdite.
Puoi usare uno “stop loss order” (ordine di fermare le perdite: in
senso letterale….), inmodo che, se lo stock dovesse perdere 3, 4 o 5 punti dopo il tuo stop,
lo stock verrebbe venduto sul mercato. Se tu avessi 100 quote di Chrysler
comprate a 100 e queste scendessero arrivando a 97 e tu dessi
l’ordine di “stop loss” a 95, ma nella notte per cause
non prevedibili calassero e all’apertura le trovassi quotate a 90: il tuo
stock verrebbe venduto a 90 e tu perderesti 5 punti più di quelli che ti eri aspettato di perdere
impartendo l’ordine di “stop loss”. Se
invece di impartire l’ordine “stop loss” quando Chrysler era
a quota 100, tu avessi comprato un Put a 95, quando poi lo stock avesse anche
aperto a 90 o continuato a 80, tu l’avresti protetto a 95 (consegnandolo
o risolvendo di aspettare) perdendo solo il premium.
Rovesciamo la posizione. Supponiamo che tu abbia un po’ di Chrysler a quota 100 con uno “stop loss”
sullo stock a 105. Se l’evento inatteso causasse
un rialzo a 110 il tuo ordine di “stop loss” sarebbe stato eseguito
5 punti oltre quel che ti aspetti e tu perderesti 500 dollari o 5 punti più di
quel che ti aspetti. Ma se invece del solo ordine di “stop loss” tu
avessi un Call sullo stock e Chrysler aprisse 5 punti sopra il tuo ordine di
stop loss una qualche mattina,
il Call ti proteggerebbe perché avresti un contratto per comprare lo stock ad
un prezzo sul Call e potresti quindi consegnarlo.
Così puoi usare P&C come fosse una sorta di assicurazione per le tue altre operazioni di borsa, li
usi cioè per limitare il rischio di eccessive oscillazioni, limitando la tua
perdita al premium, quando vuoi avvantaggiarti di uno stock che pensi potrebbe
avere movimenti rapidi in un senso o nell’altro.
Il momento giusto per comprare P&C è
quando il mercato è molto attivo (e il titolo in questione pure) o si
hanno chiari segnali di una prossima attività. Puoi determinare quando comprare
P&C e su quali stock sottoscrivere P&C leggendo, studiando e applicando
le regole spiegate sul mio libro “Truth of the Stock Tape, Wall Street
Stock Selector and New Stock Trend Detector”.
Ti darò qui di seguito alcune regole che ti aiuteranno a determinare il
momento giusto per comprare P&C:
1^ regola: Compra Calls se il prezzo è sceso molto o moltissimo
(risalirà….), oppure compra lo stock se il
prezzo è molto basso e compra Puts (su quello stock) che ti proteggeranno nel
caso in cui lo stock dovesse avere un vero tracollo. Con ciò intendo che se uno
stock ha raggiunto un livello basso, poi avanzerà; se
mesi dopo scende di nuovo e torna a quel livello avrà fatto quel che in gergo
si chiama un double bottom. Se ciò
accade nuovamente i bottom saranno tre!!
Stesso ragionamento per azioni che salgono. Compra Puts per doppi o tripli balzi positivi (se salgono), o vendi lo stock a breve e compra
Calls a protezione in caso lo stock dovesse sorpassare il vecchio tetto
massimo.
E’ sempre meglio, quando gli scambi sono molto vivaci e veloci,
aspettare diverse settimane, se non mesi nel caso in cui i movimenti siano in
salita, prima di decidersi a comprare Puts&Calls, così da dare allo stock il tempo di completare il suo ciclo di movimenti. Puoi
facilmente capire i movimenti se guardi a quelli del passato (per lo stesso
titolo).
2^ regola: Compra Calls quando si superano i vecchi livelli. Se uno
stock sta per settimane, mesi o anni in una ristretta gamma di
oscillazioni intorno al top, come dico nel libro, quando poi rompe il
precedente top sta ad indicare l’inizio di un periodo di attività. Quello
è il momento di comprare un Call, come dimostrerò in un esempio più tardi.
Capovolgi la regola: quando uno stock rimane
per un lungo periodo ad un basso livello, poi rompe il limite, allora compra
Puts o vendi lo stock a breve e compra Calls come protezione.
3^ regola: Se uno stock avanza fino al top che aveva già raggiunto molti mesi prima o molti anni prima, ma fallisce il
superamento di questa soglia, poi avrà una reazione; zigzagherà facendo un top
più basso: questo è il momento di vendere lo stock a breve e di comprare un
Call a protezione in caso lo stock vada più su. Potresti anche comprare un Put
a 30 giorni perché se il top è un top finale (cioè non
è il primo…nemmeno il secondo!) lo stock inizierà un lungo declino.
Capovolgi la regola: dopo un lungo declino…Se
lo stock fa un secondo o un terzo declino dopo molte settimane o mesi, ciò
preannuncia una risalita: è il momento di comprare un Call o di comprare lo
stock e un Put a protezione.
4^ regola: Quando lo stock rimane per molti mesi intorno alla stessa
quotazione, ma non supera un top, puoi comprare un Put e lo stock quando esso
comincia a mostrare segni di attività, oppure compri
un Call non appena l’attività tende a salire.
Capovolgi: se uno stock rimane per molti mesi intorno al livello top, ma
fallisce il suo superamento, compra un Put quando
l’attività verso l’alto comincia o compra un Call e vendi a breve.
5^ regola: Dopo che uno stock è aumentato tanto da
aver superato di diversi punti un top al quale era fermo da settimane o mesi,
in genere torna al vecchio top: a questo punto tu devi comprare un Put e una
quota dello stock, oppure comprare uno o più Calls.
Capovolgi la regola in caso di mercato preda di speculatori
al ribasso (Bear market)….Quando la quotazione
di uno stock rompe un vecchio livello minimo (bottom) e va al
di sotto di parecchi punti, poi recupera nuovamente verso il vecchio
livello minimo, compra Calls e vendi la quota entro breve tempo, oppure compra
Puts.
6^ regola: In un mercato al rialzo (Bull
market), quando il trend (andamento) è in rialzo, tu aspetta (prima di reagire)
che sia salito di 5, 10 o 12 punti, quindi compra Calls, oppure compra una
quota e assicurala comprando anche Puts.
In un Bear Market aspetta il recupero delle quotazioni di 5,
7, 10 o 12 punti, quindi compra Puts, oppure vendi a
breve la tua quota proteggendoti con un Calls.
7^ regola: Compra un Call quando
uno stock reagisce del 40-50% dall’ultimo avanzamento o compra lo stock e
proteggiti con un Puts.
Capovolgi questa regola in caso di Bear Market (con
speculazioni al ribasso): Compra Puts quando le
quotazioni di una merce recuperano il 40-50% dall’ultimo movimento o
compra calls quando oscillano per proteggerti da vendite a breve. Per esempio:
Supponiamo che una quotazione avanzi da 100 a 120. Un
declino a 110 sarebbe pari a ½ o al 50% dell’incremento. Se tutto lascia
pensare che il mercato è preda di speculazioni al ribasso – i maggiori
titoli vanno giù – allora dovresti comprare Puts quando
il titolo recupera dal 40 al 50%. Esempio:
U.S. Steel (acciaio USA), marzo,
dal 6 all’11 del 1937, raggiunse il top a 126,50 dollari. Dopo un
avanzamento di più di 50 punti una grossa reazione era da prevedere: era il
momento di comprare un Put. Infatti scese di 14 punti
( 22 marzo), cioè a quota 112,50 dollari. Un 50% di recupero sarebbe a 119, 50
(7 punti). Per questa soglia si doveva comprare un Put. U.S Steel avanzò a
123,50 dollari il 31 marzo dello stesso anno, meglio del 50%, dando una buona opportunità a chi aveva comprato Puts a 30 giorni, i
quali resero bene poiché l’acciaio scese di 24 punti in 30 giorni.
Supponiamo che uno stock che tu hai
superi il livello top, si muova velocemente e mostri un trend al rialzo. Tu hai
comprato Calls ed hai avuto profitti con essi nel
primo mese. Dopo 30 giorni il trend pare ancora al rialzo e non appena supera
il livello top tu compri Calls e puoi proteggere il profitto fatto coi primi Calls
comprando Puts sotto il livello di mercato mantenendo il tuo stock originale.
Molti fanno ciò quando un movimento di 50, 60 punti
avviene in due o tre mesi. Continuano a comprare Calls ogni mese e continuano a
tenersi le quote e spesso, poi, comprano Puts per proteggere i loro profitti
(invece di scegliere ordini di “stop loss”), così fanno larghi
profitti con rischi minimi.
Supponiamo che tu compri un Call su azioni della General
Motors a 50. Nel momento in cui compri il Call, General Motors vende a 47. Il
tuo Call ha una durata di 30 giorni; quando General Motors arriva a 50 aspetta
diversi giorni e non far troppo caso, subito, a come vanno le cose: potrai poi
vendere le tue azioni
(prima che scenda oltre la quotazione a 50) e comunque vada avrai avuto un
profitto.
Se avanzano a 55 avresti comunque un profitto
di 5 punti sul prezo del tuo Call (se invece avessi venduto subito, raggiunta
la quotazione di 50 avresti un po’ di rammarico!!).Queste speculazioni
sono dette SHORT TRADE, cioè commercio a breve o
scambi a breve (ammesso che 30 giorni sia un periodo breve…).
Eccoti un esempio che parla di un Put…
Supponiamo che Douglas Aircraft stia vendendo intorno a 50 e tu compri
un Put su 100 quote a 30 giorni a 46. Douglas scende a 46 o a 45 e pare aver
raggiunto il fondo (cioè non scenderà oltre, ti
sembra…). Poi approfittare dell’incertezza comprando 50 quote
contro il tuo stesso Put a 46: se scende ulteriormente sei tutelato dal primo,
se invece sale (e tu non hai ancora venduto il primo) sei tutelato dal secondo!
Se le azioni scendessero di altri 5 punti
(entro lo scadere dei 30 giorni, naturalmente), avresti un profitto pari a 5
punti sul tuo Put e potresti consegnare le 100 quote avendo per contro un
recupero con le altre 50 che quanto meno ti permetterebbero di non perdere (andresti in pari, eccetto le
commissioni pagate per i Puts).
Alcuni astuti traders comprano Puts&Calls, e fanno soldi,
“contro” (come descritto nell’esempio appena descritto) gli stessi Put&Call che comprano. Se alla
fine del periodo il Put o il Call si estingue senza aver prodotto profitto,
loro avranno comunque tratto vantaggio da ciò
speculando sulle fluttuazione del mercato (e dei loro stessi investimenti!).
Spesso puoi vendere “contro” un Put o comprare “contro”
un Call molte volte nei trenta giorni della loro durata, anche se le quotazioni
fluttuano solo di due/cinque punti; sarai comunque
protetto anche se alla fine il tuo Put o il tuo Call di per sé non ti avranno
reso affatto.
Alcuni traders trattano in Puts&Calls in questo modo:
Supponiamo che abbiano comprato un Call su di uno stock
a 100 e questo avanza a 110; allora loro comprano un Call a 30 giorni per il
livello 110 e quando il primo Call si esaurisce (finiti i 30 gironi) loro non
lo vendono (proprio allo scadere!): comprano invece un Put a protezione (nel
caso scendesse sotto 110). Vanno avanti così “piramidando”
sull’investimento iniziale e non vendendo lo stock
fino a che non avranno sentore che il mercato arrivi ad uno stallo.
Ovviamente più il mercato è attivo (anche in ribasso)
è più è facile speculare! Tutto molto a breve,
comprare e vendere sempre proteggendo il capitale, seguendo il trend
(andamento) principale anche per molti mesi. Insomma finché si muove il
mercato (in su o in giù, non importa).
Gli stock si muovono sempre più
velocemente se tendono al rialzo, perciò, come norma generale, farai più soldi
con Put&Call su stock quotati fra 75 e 150 dollari per quota, ma ci sono
momenti in cui potrai comprare dei Calls su merci che vendono fra i 5 e i 10
dollari facendo guadagni sul rischio minimo.
La successiva gamma di prezzo è fra 20 e 36 dollari. In questo intervallo di prezzo puoi comprare Puts&Calls
due/tre punti sopra o sotto la quotazione. Dopo che lo stock supera la quota
36-40 dollari per quota comincerà ad oscillare più
rapidamente: da qui in poi comprare Put&Call ha già più senso almeno fino a
che raggiungeranno la quota 60/75 dollari. Poi potrai rivolgere la tua
attenzione ad altri stock della stessa fascia di
quotazione.
Molte persone sanno come comprare Puts e Calls,
ma poche sanno come venderli o
sanno davvero come possono fare a venderli ottenendo il premium per
l’opzione.
Quando vendi un Put o un Call su di uno stock, tu stai semplicemente
dall’altra parte rispetto a quando lo compri e
ci sono più vantaggi ad essere in questa posizione, soprattutto in alcuni
periodi di vita del mercato.
Supponiamo che tu desideri comprare U.S. Steel. Naturalmente, vuoi
arrivare sul mercato e comprare al livello minimo possibile, ma non puoi essere
certo che quelle azioni siano al loro bottom level (livello minimo). Per
esempio:
diciamo che U. S. Steel sta vendendo a 66
dollari per quota e tu senti che lo compreresti se scendesse a 62. Hai il tuo
accout (conto aperto) presso un broker e i soldi in
deposito pronti ad essere spesi per l’acquisto. Dai al broker
l’ordine di comprarti un Put su 100 quote di U.
S. Steel, a 30 giorni---- il quale è sempre sotto il
mercato, varia fra un minimo di 2/3 punti ad un massimo di 10/15. Il broker
vende il Put sul U. S. Steel
a 62 per 30 giorni e riceve 112,50 dollari (accreditato sul tuo account):
questo è il premio che ricevi dal compratore. Diciamo
che U. S. Steel non scende sotto i 62 entro i 30
giorni. Il Compratore non ti chiederà di vendergli la quota e tu ti terrai le
U. S. Steel. Il premium sarà
il tuo profitto più facile!
Poi, se ancora vorrai comprare azioni U.S. Steel, puoi
vendere un Put su 100 quote, valido 30 giorni, a qualsiasi prezzo, al di sotto
del prezzo di mercato, cui il broker possa trovartene uno (un Put…).
In questo caso, diciamo che U. S. Steel stia vendendo intorno a quota 63 e il broker vende il
Put per tuo conto a 59, di nuovo ricevendo il premium di 112,50 dollari. U. S. Steel
scende poi a 58 e chiude i trenta giorni a 58. L’uomo che ha comprato da te
il Put su 100
quote di Steel a 59 rinnova il Put e versa di nuovo il premium.
Supponiamo poi che tu desideri fare 4 o 5 punti di profitto sul tuo U.
S. Steel. Dai al broker
l’ordine di vendere un Call sullo Steel valido 30 giorni. Lo vende a 64
(e tu ricevi il premium). Se
alla fine dei 30 gironi U. S. Steel non ha raggiunto i
64, tu hai ancor alo stock ed hai 375,00 dollari ricevuti e ricavati dalla
vendita di Puts e Calls.
Alla fine dei 30 giorni U. S. Steel vende a 63.
Istruisci il boker di vendere un Call a 30 girni e lo vende a 67
(accreditandoti il premium). Alla fine dei 30 giorni
U. S. Steel vende a 69 e allora l’uomo cui avevi
venduto il Call chiede la consegna. Il tuo broker
gli darà le 100 quote per 67. Tu dunque vendi a 67 quote che avevi
comprato a 59: 8 punti di profitto pari a 800 dollari meno le
commissioni e gli interessi e hai ricevuto 450 dollari di premium per i
Puts&Calls che hai venduto, che è un profitto extra che non ti ha portato
troppi rischi, non tanti quanti avresti corso vendendo e comprando quote
rincorrendo quotazioni di mercato.
Supponiamo che tu stia pensando che il mercato viaggi verso rialzi che
ti permetterebbero guadagni a breve, però non sei certo di quale potrebbe essere
il punto esatto, cioè il momento, in cui raggiungerà
il vertice. U. S. Steel è quotato 75, così dai al
broker l’incarico di vendere un Call su 100 quote a 30 giorni. Lui lo
vende a 80, che vuol dire che se U. S. Steel fosse quotato intorno a 80 alla fine dei 30 giorni, il
tizio che ha comprato da te il Call lo comprerà da te a 80. Tu avrai guadagnato
il premium e i punti che lo U. S. Steel
ha guadagnato.
Potresti essere in grado di vendere Calls due volte o anche tre, o
cinque o più e prendere il premium prima che in
effetti i tizi cui tu hai venduto il Call davvero decidano di comprare la
merce.
Dopo che ti è stata chiesta la partita a 80 tu
decidi di vendere un Put. Ne ottieni uno a 75, che di
per se ti darebbe cinque punti di profitto (oltre al premium). Diciamo che alla fine dei 30 giorni lo stock è quotato 74 e
il tizio consegna al tuo broker 100 quote. Così hai comprato 100 quote a
copertura della tua posizione-short (a breve): hai tratto un profitto di 5
punti o di 500 dollari, meno le commissioni e le tasse. E
allo stesso tempo hai guadagnato 225 dollari extra vendendo Put&Call, senza
aver affrontato rischi addizionali.
Sia che tu voglia entrare nel mercato o meno, puoi vendere
Puts o Calls e proteggere i tuoi traffici comprando e vendendo lo stock prima che il Put o il Call scadano. Per esempio:
Supponiamo che tu abbia venduto un Call su azioni U.S. Steel a 80
dollari che però in realtà in realtà non hai comprato
U. S. Steel (e non sei un rialzista). Quando avanza a 78/79 decidi che non vuoi venderli al
ribasso, poiché il mercato sembra molto forte. Per proteggerti compri 100 quote
a 79. Quindi, ipotizzando che alla fine dei trenta giorni chiude a 87;
l’uomo cui hai venduto il Call ti chiederà la
consegna e tu gliele (le quote) devi dare a 80. Hai un punto di profitto,
avendole comprate a 79 ed hai il premium (112,50
dollari).
Supponiamo invece che tu venda un Put sul U. S.
Steel a 72 per 30 giorni. Poi il mercato si indebolisce e declina rapidamente. Quando
raggiunge quota 74 e tu pensi che scenderà oltre, vendi 100 quote a 74.
Se continua a scendere e chiude i 30 giorni a quota 69 e il tipo cui hai venduto il Put ti consegna lo stock a 72 permettendoti
un guadagno percentuale pari a 2 punti più il premio.
E’ sempre un tuo vantaggio, se hai molte azioni, vendere dei Calls
a 30 giorni fino a che davvero poi ti verrà richiesta
la consegna delle azioni, perché se hai torto e il mercato va in modo diverso
da quello che prevedevi tu, almeno il premium su ogni Call venduto ti aiuterà a
coprire eventuali perdite sul valore dello stock.
Quando hai poche azioni, nella maggior parte dei casi vendere Put a 30
giorni ti permetterà di fare un po’ di soldi, perché se il mercato scende
(come spesso accade) e non raggiunge la quotazione del Put, tu non avrai in effetti venduto, ma avrai fatto soldi col premium.
Potrai rivendere un Put!
Conosco molti traders che, quando hanno molte
azioni o hanno comprato e vogliono tutelarsi, vendono Calls ogni 30 giorni e
talvolta lo fanno per mesi e mesi prima di arrivare davvero a vendere lo stock.
In quel tempo loro fanno almeno un punto di profitto al mesi
vendendo Call ogni 30 giorni.
Supponiamo che tu compri U. S. Steel a 60 e
vuoi essere protetto e limitare le perdite. Allora dovrai comprare un Put, a
trenta giorni, a 57 cioè tre punti sotto il tuo prezzo
di acquisto. Allo stesso tempo vendi un Call a 65. Questo determinerà solo una
lieve differenza fra il prezzo pagato per il Call e quello del Put (esposizione
minima). Dovesse capitare l’inaspettato e novità
non favorevoli dovessero causare il declino delle azioni U. S. Steel con
chiusura a 50 alla fine dei trenta giorni, tu sarai comunque
fuori mercato a 57, perché puoi vendere in ragione del Put. Questo è quello che
noi definiamo vendere un Put o un Call “on one side” del mercato
per fare soldi che ti proteggono da eventuali perdite “on the other
side” (cioè da una parte la tua azione è in
perdita ma dall’altra recuperi, almeno un po’).
Puoi fare in modo di vendere Puts e Calls mettendoti in
contatto con il tuo broker. Ogni
società di mediazione membro della New York Stock Exchange può avallare
Puts e Calls. Molte società, tuttavia, non trattano questo tipo di affari, ma il tuo broker potrà certamente raccomandartene
una che sarà lieta di avallare Puts e Calls che tu vorrai redigere. Se il tuo
broker non ti può essere di aiuto in questa faccenda,
puoi contattare una società membro della Put and Call Dealers Association.
Per vendere un Put o un Call è generalmente necessario depositare almeno
il 30% del valore dello stock, o in caso di un Call puoi depositare lo stock
stesso, così che il broker sarà garantito (in caso lo stock venga in effetti richiesto).
Puts e Calls non vengono venduti solo a 30
giorni, ma anche a 60, 90 e in alcuni casi per periodi più lunghi, in
particolare quando il mercato è fiacco o inattivo. Inoltre, invece di vendere
con pagamento di un premium solito, spesso vengono
venduti per 250 o 300 o 400 o 500 dollari sul mercato; in altre parole, invece
di ottenere punti in su o in giù (quotazione), ricevi una somma addizionale in
contanti equivalente ai punti.
Il tuo broker o comunque l’associazione
cui fai riferimento ti può informare dettagliatamente circa i prezzi e le
quotazioni i dettagli per trattare tali transazioni.
Se leggerai “HOW TO MAKE PROFITS TRADING IN PUTS AND CALLS”
e completi le informazioni date studiando le quotazioni di alcuni
titoli attivi, dovresti essere capace di proteggerti e anche di operare con
profitto comprando e vendendo Puts e Calls.
W.
D. GANN
Febbraio 1941